Contrastare l’inflazione col conto deposito

Gen 25, 2013 |

Il 2013 è iniziato, sotto il profilo finanziario, con significativi segnali di miglioramento: lo spread tra titoli di stato italiani e tedeschi si è notevolmente ridotto; questo vuol dire che agli occhi degli investitori stranieri il debito pubblico italiano è meno rischioso; e per questo il rendimento dei Bot a 12 mesi è sceso sotto l’ 1% e quello del BTP a 3 anni sotto la soglia del 2%. Dal punto di vista dei mercati azionari si è verificata una notevole ripresa con la borsa milanese che è la migliore del 2013 in Europa.
Di fronte a questo scenario di ottimismo sui mercati finanziari si contrappongono dati macro che fotografano un’economia in grave difficoltà: questo contesto disorienta gli investitori nell’ individuare forme di investimento che assicurino rendimenti interessanti. I più temerari non si lasceranno sfuggire l’occasione di investire sui mercati azionari, mentre coloro che mirano alla prudenza continueranno ad optare per asset class meno rischiose. Tuttavia “parcheggiare” il denaro sui conti correnti tradizionali non rappresenta una soluzione efficiente, in quanto comporta una notevole perdita del potere d’acquisto ossia una perdita di valore reale al crescere dell’inflazione.
Il tasso medio d’inflazione stimato nel 2012 si è aggirato intorno al 3%, per il 2013 il presidente della Banca Centrale Europea si attende un calo sotto il 2%, ma si tratta di un’aspettativa ottimistica, poiché un’eventuale aumento dell’iva, di un punto percentuale, previsto nel secondo semestre del 2013, potrebbe innescare un ulteriore rincaro dei prezzi con conseguente aumento dell’inflazione. Secondo alcuni analisti, un’ evenienza analoga si potrebbe verificare anche qualora la BCE disponga di un ulteriore taglio dei tassi di riferimento.
Anche per il 2013, l’investitore con una modesta propensione al rischio, ma che vuole salvaguardare i propri risparmi, può trovare nei conti deposito una soluzione interessante, che può offrire rendimenti in grado di contrastare l’inflazione. Attualmente, tra le varie offerte, primeggia il rendimento proposto da Banca Marche sul deposito vincolato a 12 mesi, che rende il 5% lordo (valido fino al 28 Febbraio). Attivando un deposito di 10.000 euro, tra 12 mesi, il rendimento netto accreditato sarà pari a 365.80 euro (includendo anche l’onere dell’imposta di bollo proporzionale). Se invece si preferisce non immobilizzare i propri risparmi troppo a lungo, è interessante la remunerazione del 4% lordo offerto da Ibl Banca sui vincoli a 6 mesi, con il bollo proporzionale a carico della banca.
In alternativa, se la priorità è avere maggiore disponibilità dei propri soldi, tra i conti deposito più flessibili, spicca l’offerta di Rendimax like, che rende il 3.75% lordo (con imposta di bollo a carico della banca) con il capitale sempre disponibile a chiamata ovvero dopo 33 giorni solari dalla richiesta. Fra i conti liberi, che consentono di smobilizzare i propri risparmi in qualsiasi momento risulta conveniente il deposito libero ContosuIbl, che offre un tasso lordo annuo del 3.50% fino al 31 Marzo 2013, al termine della promozione il tasso erogato è pari al 2.50% lordo annuo
In definitiva, anche chi non ha dimestichezza con la finanza, deve trovare una forma di investimento in grado, quantomeno, di evitare che il proprio denaro perda di valore reale a causa dell’inflazione. Parcheggiando il risparmio su un conto di deposito ad altro rendimento è possibile raggiungere questo obiettivo in maniera semplice, rapida e senza rischi.

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